La mia anima ribelle bussa lentamente nella notte,
innalzando i cuori assopiti.
Tu vento dell'est che soffi la notte
mi sfiori, mi accarezzi fino a quando il mio sospiro
incalza nel silenzio sussurrando parole soavi.
Parole che sfuggono al controllo,
le rincorro, le afferro e le chiudo nel palmo della mano.
A volte le smarrisco, scivolano via come granelli di sabbia,
a volte...li richiamo, apro lo scrigno e li conservo
tra i miei più intimi segreti.
Tu vento dell'est che sfiori anche il mio cuore
ascolta la mia voce
è dentro di te
come io ascolterò la tua
che è dentro di me.
A volte si apre la scatola dei sogni, ne estraiamo uno e lo imprigioniamo tra le pagine di un libro. Patty C.
venerdì 21 marzo 2014
mercoledì 5 febbraio 2014
Pensieri della notte
1) IL
rumore assordante del silenzio mi tormenta l'anima. La musica silenziosa si
espande nei miei sogni e le dita scivolano sulla tastiera come se fossero note
musicali di un pentagramma. Un orgia di voci invade il mio udito, li afferro,
li strapazzo e poi li butto giù sul foglio della realtà. Cavalcate, cavalcate
le onde del cuore fino a che arrivate sulla battigia dell'armonia
3) La fantasia mi porta in contrade lontane e con
veemenza spingo il pedale dell'acceleratore. Corre, corre sul rettilineo della
follia come se fosse un raggio di luce accecante. L'afferro, ma scivola via
lasciandomi tra le mani un soffio di soave pensiero...
La libertà è quando nella notte un silenzio
assordante violenta i tuoi pensieri, fino a quando riuscirai a sentire quella
musica soave che ti rende invisibile tra lo sfavillio delle stelle.
Patty C.
martedì 17 dicembre 2013
I modi peggiori per iniziare un romanzo
Nessuno legge più incipit degli agenti letterari. Sono loro quelli che stanno in prima linea, quelli costretti a spulciare tra pile di dattiloscritti sperando di trovare qualcosa di buono. Chi meglio di loro può dire quali sono le tecniche che non funzionano e gli incipit che hanno un non so che di “già visto”?
Ecco alcuni feedback rilasciati da agenti letterari su ciò che proprio non vogliono leggere nelle prime pagine. Fate attenzione!
False piste
“Odio quando il protagonista muore alla fine del primo capitolo. Perché ho dovuto spendere del tempo con questo personaggio? Mi sento presa in giro.”
Cricket Freeman, The August Agency
“Non mi piacciono quelle scene di apertura in cui tutto sembra reale poi ci si rende conto che è un sogno. È una fregatura. Neanche tanto originale per altro.”
Laurie McLean, Foreword Literary
Fantascienza
“Avete presente quei racconti sci-fi dove le prime due pagine sono dedicate alla minuziosa descrizione del paesaggio circostante? Semplicemente insopportabili.”
Chip MacGregor, MacGregor Literary
Prologo
“Non amo i prologhi, preferisco ritrovarmi subito nel bel mezzo dell’azione piuttosto che dovergli girare intorno accompagnata dell’autore.”
Michelle Andelman, Regal Literary
“È un dato di fatto che gli agenti letterari non amino i prologhi. In fondo, cosa c’è di meglio di un primo capitolo rilevante e ben scritto?”
Andrea Brown, Andrea Brown Literary Agency
“Il prologo è la tattica che usano gli scrittori pigri per cercare di ingolosire il lettore con assaggini di trama. Al diavolo il prologo: barra dritta e avanti tutta!”
Laurie McLean, Foreword Literary
Descrizioni
“Il (aggettivo) (aggettivo) sole si alzò nel (aggettivo) (aggettivo) cielo, spargendo la sua (aggettivo) luce attraverso la (aggettivo) (aggettivo) (aggettivo) pianura.”
Chip MacGregor, MacGregor Literary
“Odio le descrizioni dei personaggi vergate come la lista della spesa: “Aveva occhi del colore del cielo estivo e lunghi capelli biondi che le scendevano a boccoletti oltre le spalle. Il suo piccolo naso aveva una forma perfetta e si incastonava nell’ovale del volto. Il vestito azzurro metteva in mostra bottoni madreperlacei e bla bla bla. Chi se ne frega! Andiamo al sodo.”
Laurie McLean, Foreword Literary
Incipit troppo lenti
“Dove ci sono quei personaggi che si muovono in giro per casa e fanno piccole cose. Tante piccole cose. Tantissime piccole cose. Cioè in pratica niente. Lavano i piatti e riflettono. Guardano fuori dalla finestra e riflettono. Si allacciano le scarpe e riflettono. Oddio, che morte lenta.”
Dan Lazar, Writers House
“Non mi piacciono quegli inizi tipo “Il primo giorno di scuola”, “Dai tempi dei tempi”, “C’era una volta”, cioè in sostanza non mi piacciono quegli inizi dove non succede niente.”
Jessica Regel, Found Literary + Media
Crime fiction
“Qualcuno appena uscito da una sbronza strizza gli occhi guardando il sole. Già visto, avanti un altro.”
Chip MacGregor, MacGregor Literary
Fantasy
“Uno dei cliché del genere è aprire il romanzo con una battaglia (e la mia domanda è: se non conosco ancora nessuno dei personaggi perché questa battaglia dovrebbe interessarmi?) o con una scena bucolica in cui il protagonista raccoglie delle erbe (non avete idea di quanto sia frequente).”
Kristin Nelson, Nelson Literary
Narrazione
“Lo so che può sembrare una cosa ovvia ma la ridico: se nelle prime pagine c’è troppo “raccontare” rispetto a “mostrare”, è un segnale di avvertimento. Il primo capitolo non deve essere una mappa del libro; lo scopo è incuriosire i lettori riguardo ai personaggi, a quello che potrebbe accadere, non bisogna spiegare la rava e la fava di dove ci troviamo, come, quando e perché.”
Emily Sylvan Kim, Prospect Agency
“Un incipit totalmente pretestuoso mi fa andare fuori di testa. È vero che si dice “Aprite con un gancio per attirare l’attenzione del lettore”, ma c’è una differenza tra un’idea intrigante e un’idea stupida. Ad esempio, iniziare un romanzo con un dialogo tra due che stanno facendo sesso è una di quelle cose che ti fa dire “Ma perché?”.”
Daniel Lazar, Writers House
“Non mi piacciono i romanzi che si aprono con la frase “Mi chiamo…”. Ci sono modi più sofisticati per introdurre il narratore, per stabilire una connessione con il lettore.”
Michelle Andelman, Regal Literary
Romance
“Non posso proprio sopportare questo: una donna si sveglia, trova uno sconosciuto nella sua stanza da letto e automaticamente lo trova attraente. Mi spiace eh, ma se succedesse a me, la prima cosa che mi verrebbe in mente sarebbe quella di scappare, non di farci un pensierino sopra.”
Kristine Nelson, Nelson Literary Agency
Personaggi
“Non c’è bisogno di spiegare tutti i retroscena per far capire chi sono i personaggi. La storia che si portano dietro si manifesta in quello che fanno, è nel loro DNA.”
Adam Chromy, Movable Type Management
“Un romanzo che si apre col protagonista che riflette sulla sua situazione è un segnale d’allarme. Allarme noia.”
Stephany Evans, FinePrint Literary Management
“Uno dei problemi più grossi è quando l’autore ci vuol fare sapere tutto (e subito) dei suoi personaggi. Ma non è così, è come nella vita reale: conoscere le persone e i dettagli che li riguardano è una cosa che richiede tempo.”
Rachelle Gardner, Books & Such Literary
The Worst Ways to Begin your Novel: Advice from Literary Agents, originariamente pubblicato su thewritelife.com.
Traduzione a cura di Alberto Forni
sabato 7 dicembre 2013
sabato 28 settembre 2013
I libri...la mia tentazione
I libri sono il mio primo grande amore.
Sono i miei migliori amici, i miei compagni d’avventura, i miei portafortuna.
Mi danno sempre un messaggio confortante : non sono sola.
Sono cresciuta con loro, grazie a loro. Ogni libro nasconde un messaggio segreto. Anche quelli con la copertina nera, l’odore aspro e amaro, quelli che pungono e che ti lasciano sale sugli occhi invece di un sorriso.
Ti raccontano delle tragedie, dei soprusi, della crudeltà.
Quei libri, ti insegnano che non c’è sempre un lieto fine, che anche quando lotti la battaglia è persa, che anche se sei stato vinto devi rialzarti e ricominciare. Ti insegnano a crescere.
Anche se io preferisco quelli con la copertina rosa, il profumo di vaniglia e le pagine delicate. Quelli dall’aria frizzante ; che parlano di sogni , di amore, delle antiche verità che l’uomo ha dimenticato.
Che ti fanno rimanere ore inchiodata sulla sedia o sul divano e che non ti decidi a chiudere, che vuoi sapere il finale, vuoi sapere se i protagonisti vivono poi felici e contenti.
Ti insegnano che la vita è trasformabile dai sogni.
Si, perché io sono una sognatrice, romantica, trasognata. Ma la vita non è stata sempre buona con me.
Ci sono stati periodi in cui non avevo neanche più la forza (e la voglia ) di leggere, che rifiutavo il miele, perché avevo ingoiato troppo male, ero satura del salato.
Finchè , la necessità di evadere non mi ha spinto in una libreria, alla ricerca di qualcosa che mi impressionasse il palato, e ho visto brillare una copertina chiara.
Ricominciai a sgranocchiare il miele, e frase dopo frase, il mio viso ha ripreso il colore della dolcezza e la mia anima la voglia di vivere.
Ho due passioni nella vita : la prima sono i libri e la scrittura. Le pagine ingiallite, le poesie , i romanzi, l’inchiostro nero e un foglio bianco non mi tradiranno mai.
Se sono qui oggi, lo devo a loro. Alle mie favole.
(dal web)
Sono i miei migliori amici, i miei compagni d’avventura, i miei portafortuna.
Mi danno sempre un messaggio confortante : non sono sola.
Sono cresciuta con loro, grazie a loro. Ogni libro nasconde un messaggio segreto. Anche quelli con la copertina nera, l’odore aspro e amaro, quelli che pungono e che ti lasciano sale sugli occhi invece di un sorriso.
Ti raccontano delle tragedie, dei soprusi, della crudeltà.
Quei libri, ti insegnano che non c’è sempre un lieto fine, che anche quando lotti la battaglia è persa, che anche se sei stato vinto devi rialzarti e ricominciare. Ti insegnano a crescere.
Anche se io preferisco quelli con la copertina rosa, il profumo di vaniglia e le pagine delicate. Quelli dall’aria frizzante ; che parlano di sogni , di amore, delle antiche verità che l’uomo ha dimenticato.
Che ti fanno rimanere ore inchiodata sulla sedia o sul divano e che non ti decidi a chiudere, che vuoi sapere il finale, vuoi sapere se i protagonisti vivono poi felici e contenti.
Ti insegnano che la vita è trasformabile dai sogni.
Si, perché io sono una sognatrice, romantica, trasognata. Ma la vita non è stata sempre buona con me.
Ci sono stati periodi in cui non avevo neanche più la forza (e la voglia ) di leggere, che rifiutavo il miele, perché avevo ingoiato troppo male, ero satura del salato.
Finchè , la necessità di evadere non mi ha spinto in una libreria, alla ricerca di qualcosa che mi impressionasse il palato, e ho visto brillare una copertina chiara.
Ricominciai a sgranocchiare il miele, e frase dopo frase, il mio viso ha ripreso il colore della dolcezza e la mia anima la voglia di vivere.
Ho due passioni nella vita : la prima sono i libri e la scrittura. Le pagine ingiallite, le poesie , i romanzi, l’inchiostro nero e un foglio bianco non mi tradiranno mai.
Se sono qui oggi, lo devo a loro. Alle mie favole.
(dal web)
venerdì 27 settembre 2013
L'amore è una cosa meravigliosa
Mentre mia moglie mi serviva la cena ,
le presi la mano e le dissi:''Devo parlarti''.
Lei annui e mangio' con calma.
La osservai e vidi il dolore nei suoi occhi,
quel dolore che all'improvviso mi bloccava la bocca,
Mi feci coraggio e le dissi:'' Voglio il divorzio''.
Lei non sembro' disgustata dalla mia domanda
e mi chiese soavemente: '' Perché?''.
Quella sera non parlammo più e lei pianse tutta la notte.
Io sapevo che lei voleva capire cosa stesse accadendo al nostro matrimonio,
ma io non potevo risponderle,
aveva perso il mio cuore a causa di un'altra donna, Giovanna.
Io ormai non amavo più mia moglie,
mi faceva solo tanta pena,
mi sentivo in colpa,
ragion per cui sotto-scrissi nell'atto di separazione
che a lei restasse la casa, l'auto e il 30% del nostro negozio.
Lei quando vide l'atto lo strappo a mille pezzi ! ''Come ?! avevamo passato dieci anni della nostra vita insieme ed eravamo ridotti a due perfetti estranei?!''.
A me dispiaceva tanto per tutto questo tempo che aveva sprecato insieme a me, per tutte le sue energie, pero' non potevo farci nulla, io amavo Giovanna.
All'improvviso mia moglie comincio' a urlare e a piangere ininterrottamente per sfogare la sua rabbia e la sua delusione, l'idea del divorzio cominciava ad essere realta'.
Il giorno dopo tornai a casa e la incontrai seduta alla scrivania in camera da letto che scriveva, non cenai e mi misi a letto, ero molto stanco dopo una giornata passata con Giovanna.
Durante la notte mi svegliai e vidi mia moglie sempre li' seduta a scrivere, mi girai e continuai a dormire.
La mattina dopo mia moglie mi presento' le condizioni affinché accettasse la separazione.
Non voleva la casa, non voleva l'auto tanto meno il negozio, soltanto un mese di preavviso,
quel mese che stava per cominciare l'indomani.
Inoltre voleva che in quel mese vivessimo come se nulla fosse accaduto!
Il suo ragionamento era semplice : ''Nostro figlio in questo mese ha gli esami a scuola e non e' giusto distrarlo con i nostri problemi''.
Io fui d'accordo pero' lei mi fece un ulteriore richiesta.'' Devi ricordarti del giorno in cui ci sposammo, quando mi prendesti in braccio e mi accompagnasti nella nostra camera da letto per la prima volta, in questo mese pero' ogni mattina devi prendermi in braccio e devi lasciarmi fuori dalla porta di casa ''.
Pensai che avesse perso il cervello , ma acconsentii per non rovinare le vacanze estive a mio figlio per superare il momento in pace.
Raccontai la cosa a Giovanna che scoppio' in una fragorosa risata dicendo: ''Non importa che trucchi si sta inventando tua moglie, dille che oramai tu sei mio, se ne faccia una ragione!''.
Io e mia moglie era da tanto che non avevamo più intimità, cosi' quando la presi in braccio il primo giorno eravamo ambedue imbarazzati, nostro figlio invece camminava dietro di noi applaudendo e dicendo:'' Grande papa', ha preso la mamma in braccio!''.
Le sue parole furono come un coltello nel mio cuore, camminai dieci metri con mia moglie in braccio, lei chiuse gli occhi e mi disse a bassa voce:''Non dirgli nulla del divorzio,per favore...
Acconsentii con un cenno , un po' irritato, e la lasciai sull'uscio.
Lei usci' e andò a prendere il bus per andare al lavoro.
Il secondo giorno eravamo tutti e due più rilassati, lei si appoggiò al mio petto e potetti sentire il suo profumo sul mio maglione.
Mi resi conto che era da tanto tempo che non la guardavo .
Mi resi conto che non era più cosi' giovane,
qualche ruga, qualche capello bianco.
Si notava il danno che le avevo fatto!
Ma cosa avevo potuto fare da ridurla cosi'?
Il quarto giorno , prendendola in braccio come ogni mattina avvertii che l'intimità stava ritornando tra noi,
questa era la donna che mi aveva donato dieci anni della sua vita, la sua giovinezza, un figlio e nei giorni a seguire ci avvicinammo sempre più' .
Non dissi nulla a Giovanna per rispetto!.Ogni giorni era più facile prenderla in braccio e il mese passava velocemente.
Pensai che mi stavo abituando ad alzarla, e per questo ogni giorno che passava la sentivo più leggera.
Una mattina lei stava scegliendo come vestirsi, si era provata di tutto, ma nessun indumento le andava bene e lamentandosi disse:''I miei vestiti mi vanno grandi, ''.
Li' mi resi conto che era dimagrita tanto...ecco perché mi sembrava cosi' leggera!
Di colpo mi resi conto che era entrata in depressione...
troppo dolore e troppa sofferenza pensai.
Senza accorgermene le toccai i capelli, nostro figlio entro' all'improvviso nella nostra stanza e disse :'' Papa' e' arrivato il momento di portare la mamma in braccio( per lui era diventato un momento basilare della sua vita).
Mia moglie lo abbraccio' forte ed io girai la testa, ma dentro sentivo un brivido che cambio' il mio modo di vedere il divorzio.
Ormai prenderla in braccio e portarla fuori cominciava ad essere per me come la prima volta che la portai in casa quando ci sposammo,
la abbracciai senza muovermi e sentii quanto era leggera e delicata, mi venne da piangere!
L'ultimo giorno feci la stessa cosa e le dissi:'' Non mi ero reso conto di aver perduto l'intimità con te...
Mio figlio doveva andare a scuola e io lo accompagnai con la macchina, mia moglie resto' a casa.
Mi diressi verso il posto di lavoro, ma a un certo punto passando davanti casa di Giovanna mi fermai, scesi e corsi sulle scale, lei mi apri' la porta
e io le dissi:''Perdonami..ma non voglio più divorziare da mia moglie...''
Lei mi guardo' e disse: Ma sei impazzito?
Io le risposi :'' No...e' solo che amo mia moglie...era stato un momento di noia e di routine che ci aveva allontanato ..ma ora ho capito i veri valori della vita , dal giorno in cui l'ho poortata in braccio mi sono reso conto osservandola e guardandola che dovevo farlo per il resto della mia vita!Giovanna pianse mi tiro' uno schiaffo e entro' in casa sbattendomi in faccia la porta.
Io scesi le scale velocemente , andai in macchina e mi fermai in un negozio di fiori.
Le comprai un mazzo di rose e la ragazza del negozio mi disse: Cosa scriviamo sul biglietto?
Le dissi:''Ti prenderò in braccio ogni giorno della mia vita finché orte non ci separi''
Arrivai di corsa a casa, feci le scale entrai e di corsa mi precipitai in camera felicissimo e col sorriso sulla bocca.,
ma mia moglie era a terra ...morta!
Stava lottando contro il cancro, ed io che invece ero occupato a passare il tempo con Giovanna senza nemmeno accorgermene.
Lei per non farmi pena non me lo aveva detto, sapeva che stava per morire e per questo mi chiese un mese di tempo, si un mese...
affinchè a nostro figlio non rimanesse un cattivo ricordo del nostro matrimonio, affinché nostro figlio non subisse traumi, affinché a nostro figlio rimanesse impresso il ricordo di un padre meraviglioso e innamorato della madre."
Questi sono i dettagli che contano in una relazione.
Non la casa....non la macchina....non i soldi...queste sono cose effimere che sembrano creare unione e invece dividono. Cerchiamo sempre di mantenere il matrimonio felice, ricordando sempre il primo giorno di questa bella storia d'amore.
A volte non diamo il giusto valore a ciò che abbiamo fino a quando non lo perdiamo
(presa dal web)
le presi la mano e le dissi:''Devo parlarti''.
Lei annui e mangio' con calma.
La osservai e vidi il dolore nei suoi occhi,
quel dolore che all'improvviso mi bloccava la bocca,
Mi feci coraggio e le dissi:'' Voglio il divorzio''.
Lei non sembro' disgustata dalla mia domanda
e mi chiese soavemente: '' Perché?''.
Quella sera non parlammo più e lei pianse tutta la notte.
Io sapevo che lei voleva capire cosa stesse accadendo al nostro matrimonio,
ma io non potevo risponderle,
aveva perso il mio cuore a causa di un'altra donna, Giovanna.
Io ormai non amavo più mia moglie,
mi faceva solo tanta pena,
mi sentivo in colpa,
ragion per cui sotto-scrissi nell'atto di separazione
che a lei restasse la casa, l'auto e il 30% del nostro negozio.
Lei quando vide l'atto lo strappo a mille pezzi ! ''Come ?! avevamo passato dieci anni della nostra vita insieme ed eravamo ridotti a due perfetti estranei?!''.
A me dispiaceva tanto per tutto questo tempo che aveva sprecato insieme a me, per tutte le sue energie, pero' non potevo farci nulla, io amavo Giovanna.
All'improvviso mia moglie comincio' a urlare e a piangere ininterrottamente per sfogare la sua rabbia e la sua delusione, l'idea del divorzio cominciava ad essere realta'.
Il giorno dopo tornai a casa e la incontrai seduta alla scrivania in camera da letto che scriveva, non cenai e mi misi a letto, ero molto stanco dopo una giornata passata con Giovanna.
Durante la notte mi svegliai e vidi mia moglie sempre li' seduta a scrivere, mi girai e continuai a dormire.
La mattina dopo mia moglie mi presento' le condizioni affinché accettasse la separazione.
Non voleva la casa, non voleva l'auto tanto meno il negozio, soltanto un mese di preavviso,
quel mese che stava per cominciare l'indomani.
Inoltre voleva che in quel mese vivessimo come se nulla fosse accaduto!
Il suo ragionamento era semplice : ''Nostro figlio in questo mese ha gli esami a scuola e non e' giusto distrarlo con i nostri problemi''.
Io fui d'accordo pero' lei mi fece un ulteriore richiesta.'' Devi ricordarti del giorno in cui ci sposammo, quando mi prendesti in braccio e mi accompagnasti nella nostra camera da letto per la prima volta, in questo mese pero' ogni mattina devi prendermi in braccio e devi lasciarmi fuori dalla porta di casa ''.
Pensai che avesse perso il cervello , ma acconsentii per non rovinare le vacanze estive a mio figlio per superare il momento in pace.
Raccontai la cosa a Giovanna che scoppio' in una fragorosa risata dicendo: ''Non importa che trucchi si sta inventando tua moglie, dille che oramai tu sei mio, se ne faccia una ragione!''.
Io e mia moglie era da tanto che non avevamo più intimità, cosi' quando la presi in braccio il primo giorno eravamo ambedue imbarazzati, nostro figlio invece camminava dietro di noi applaudendo e dicendo:'' Grande papa', ha preso la mamma in braccio!''.
Le sue parole furono come un coltello nel mio cuore, camminai dieci metri con mia moglie in braccio, lei chiuse gli occhi e mi disse a bassa voce:''Non dirgli nulla del divorzio,per favore...
Acconsentii con un cenno , un po' irritato, e la lasciai sull'uscio.
Lei usci' e andò a prendere il bus per andare al lavoro.
Il secondo giorno eravamo tutti e due più rilassati, lei si appoggiò al mio petto e potetti sentire il suo profumo sul mio maglione.
Mi resi conto che era da tanto tempo che non la guardavo .
Mi resi conto che non era più cosi' giovane,
qualche ruga, qualche capello bianco.
Si notava il danno che le avevo fatto!
Ma cosa avevo potuto fare da ridurla cosi'?
Il quarto giorno , prendendola in braccio come ogni mattina avvertii che l'intimità stava ritornando tra noi,
questa era la donna che mi aveva donato dieci anni della sua vita, la sua giovinezza, un figlio e nei giorni a seguire ci avvicinammo sempre più' .
Non dissi nulla a Giovanna per rispetto!.Ogni giorni era più facile prenderla in braccio e il mese passava velocemente.
Pensai che mi stavo abituando ad alzarla, e per questo ogni giorno che passava la sentivo più leggera.
Una mattina lei stava scegliendo come vestirsi, si era provata di tutto, ma nessun indumento le andava bene e lamentandosi disse:''I miei vestiti mi vanno grandi, ''.
Li' mi resi conto che era dimagrita tanto...ecco perché mi sembrava cosi' leggera!
Di colpo mi resi conto che era entrata in depressione...
troppo dolore e troppa sofferenza pensai.
Senza accorgermene le toccai i capelli, nostro figlio entro' all'improvviso nella nostra stanza e disse :'' Papa' e' arrivato il momento di portare la mamma in braccio( per lui era diventato un momento basilare della sua vita).
Mia moglie lo abbraccio' forte ed io girai la testa, ma dentro sentivo un brivido che cambio' il mio modo di vedere il divorzio.
Ormai prenderla in braccio e portarla fuori cominciava ad essere per me come la prima volta che la portai in casa quando ci sposammo,
la abbracciai senza muovermi e sentii quanto era leggera e delicata, mi venne da piangere!
L'ultimo giorno feci la stessa cosa e le dissi:'' Non mi ero reso conto di aver perduto l'intimità con te...
Mio figlio doveva andare a scuola e io lo accompagnai con la macchina, mia moglie resto' a casa.
Mi diressi verso il posto di lavoro, ma a un certo punto passando davanti casa di Giovanna mi fermai, scesi e corsi sulle scale, lei mi apri' la porta
e io le dissi:''Perdonami..ma non voglio più divorziare da mia moglie...''
Lei mi guardo' e disse: Ma sei impazzito?
Io le risposi :'' No...e' solo che amo mia moglie...era stato un momento di noia e di routine che ci aveva allontanato ..ma ora ho capito i veri valori della vita , dal giorno in cui l'ho poortata in braccio mi sono reso conto osservandola e guardandola che dovevo farlo per il resto della mia vita!Giovanna pianse mi tiro' uno schiaffo e entro' in casa sbattendomi in faccia la porta.
Io scesi le scale velocemente , andai in macchina e mi fermai in un negozio di fiori.
Le comprai un mazzo di rose e la ragazza del negozio mi disse: Cosa scriviamo sul biglietto?
Le dissi:''Ti prenderò in braccio ogni giorno della mia vita finché orte non ci separi''
Arrivai di corsa a casa, feci le scale entrai e di corsa mi precipitai in camera felicissimo e col sorriso sulla bocca.,
ma mia moglie era a terra ...morta!
Stava lottando contro il cancro, ed io che invece ero occupato a passare il tempo con Giovanna senza nemmeno accorgermene.
Lei per non farmi pena non me lo aveva detto, sapeva che stava per morire e per questo mi chiese un mese di tempo, si un mese...
affinchè a nostro figlio non rimanesse un cattivo ricordo del nostro matrimonio, affinché nostro figlio non subisse traumi, affinché a nostro figlio rimanesse impresso il ricordo di un padre meraviglioso e innamorato della madre."
Questi sono i dettagli che contano in una relazione.
Non la casa....non la macchina....non i soldi...queste sono cose effimere che sembrano creare unione e invece dividono. Cerchiamo sempre di mantenere il matrimonio felice, ricordando sempre il primo giorno di questa bella storia d'amore.
A volte non diamo il giusto valore a ciò che abbiamo fino a quando non lo perdiamo
(presa dal web)
giovedì 26 settembre 2013
Iscriviti a:
Post (Atom)






